VotazioniTicinonline
200 CHF: un invito a modernizzarsi
Un canone obbligatorio tra i più alti al mondo riduce lo stimolo a innovare proprio mentre il pubblico passa al digitale. La proposta: un servizio di base affiancato da offerte scelte liberamente.

Secondo un recente studio dell’USTAT, i giovani tra i 15 e i 29 anni guardano in media appena 39 minuti di televisione al giorno. Un dato che riflette un cambiamento profondo: oggi ci si informa online, le serie si guardano in streaming su cellulare o PC e il tempo libero si sposta sempre più sui social. La televisione tradizionale appartiene ormai a un’altra epoca.
Eppure, di fronte a questo cambiamento tecnologico e culturale enorme, ci ritroviamo ancora a pagare uno dei canoni più alti al mondo. E per cosa? Per prodotti spesso poco attuali, che molti, soprattutto giovani, non utilizzano più. In questo contesto la SSR non può permettersi di restare ferma, protetta da un finanziamento obbligatorio che la sottrae alle regole dell’innovazione.
Perché quando si dispone di una risorsa garantita in eccesso, questa finisce spesso per diventare un freno. L’abbondanza riduce lo stimolo a migliorare, ad adattarsi, a reinventarsi. La SSR, in questo senso, è un grande consumatore di imposte: vive di rendita, non di competitività.
Se chi lavora alla SSR è davvero così competente e se i contenuti prodotti fossero davvero così indispensabili, allora non dovrebbe esserci alcuna paura di un confronto con il mercato. Un servizio di qualità trova sempre il suo pubblico. La SSR potrebbe benissimo affiancare al mandato di base un’offerta moderna a pagamento: abbonamenti digitali, contenuti premium, pay-per-view per sport e intrattenimento, piattaforme accessibili solo a chi decide di aderire. Ma è ingiusto obbligare tutti a pagare, anche chi ha valide alternative e non usufruisce di quel servizio.
Per questo “200 franchi bastano”: non è un attacco al servizio pubblico, ma un invito necessario a modernizzarsi, innovare e tornare essenziale.
Pubblicato originariamente su Ticinonline il 9 febbraio 2026.
Altri interventi
Votazioni
La neutralità non può essere flessibile
In vista del voto del 27 settembre sull'iniziativa sulla neutralità: una neutralità credibile deve restare coerente e non essere adattata caso per caso senza un voto popolare.
Leggi l'articoloTicinonline
Votazioni
Che agricoltura vogliamo lasciare al nostro territorio?
No all'Iniziativa per un'alimentazione sicura: fissare per legge quote di produzione ignorerebbe le differenze tra regioni e penalizzerebbe le zone di montagna. Agli agricoltori servono condizioni per investire, non vincoli dall'alto.
Leggi l'articoloTicinonline
Votazioni
Un salasso nascosto dietro l'aumento delle stime
Oltre 430 milioni l'anno tra più imposte e meno prestazioni sociali: l'aumento dei valori di stima colpirebbe proprietari e inquilini senza che il loro reddito sia cresciuto.
Leggi l'articolo