
Per un Ticino che osa alleggerire chi lavora
Il ceto medio non è una categoria da evocare in campagna elettorale: è chi tiene in piedi questo Cantone e chi ne sostiene il carico fiscale.
Contesto
Il ceto medio non lo definisce il reddito imponibile. È fatto di persone radicate in un luogo, che scelgono di vivere lì, di costruirci una famiglia e di non andarsene. È la mia famiglia, sono i miei vicini di casa.
Sono quelli che ogni autunno aprono la lettera dei premi di cassa malati — i più alti della Svizzera — e ogni primavera la dichiarazione d'imposta, chiedendosi cosa ricevono in cambio.
Osare, qui, significa smettere di trattare chi lavora come una fonte di gettito inesauribile e cominciare a restituirgli margine di manovra.
Obiettivi
Nessun aumento del carico cantonale su famiglie e lavoratori per tutta la legislatura
Più reddito disponibile per chi lavora, senza scaricare i costi sulle generazioni future
Un sistema di sussidi che premi chi lavora un'ora in più, invece di penalizzarlo
Proposte
Impegni concreti, su cui chiedo di essere giudicato.
Nessun nuovo rialzo di imposte, tasse e balzelli cantonali per tutta la legislatura
Deduzioni fiscali più alte dove il ceto medio è davvero sotto pressione: premi di cassa malati, spese professionali, figli a carico
Neutralizzare l'aumento dei valori di stima immobiliari: la casa in cui si vive non è un guadagno
Riformare il sistema dei sussidi RIPAM, oggi pieno di soglie che penalizzano chi lavora un'ora in più
Difendere la proprietà privata: chi ha costruito qualcosa ha il diritto di tenerla