
Per un Ticino che osa decidere
Dirigo il Dicastero Sicurezza del mio Comune. La riforma della polizia ticinese è ferma da troppo tempo tra Cantone e Comuni, e chi ne paga il prezzo sono i cittadini e gli agenti.
Contesto
Non ne parlo per sentito dire. È un dossier che mi passa sul tavolo ogni settimana, dalla convenzione di polizia alle questioni di ordine pubblico sul territorio.
Un sistema poco chiaro nelle competenze e nel finanziamento non è solo inefficiente: è ingiusto verso gli agenti che ci lavorano e verso i cittadini delle zone periferiche, che vedono la polizia sempre meno.
Osare decidere significa chiudere una riforma che si trascina da anni.
Obiettivi
Una riforma della polizia finalmente conclusa
Presenza visibile su tutto il territorio, valli comprese
Giustizia più rapida
Proposte
Impegni concreti, su cui chiedo di essere giudicato.
Pretendere dal Governo una riforma della polizia conclusa, con una ripartizione chiara dei compiti e dei costi tra Cantone e Comuni — negoziata con i Comuni, non imposta dall'alto
Presenza visibile sul territorio, anche nei comuni periferici e nelle valli, non solo nei centri urbani
Rafforzare le misure contro violenza domestica e stalking: sono i reati che più spesso restano nascosti
Responsabilità finanziaria per chi provoca danni durante disordini pubblici
Ridurre i tempi dei procedimenti giudiziari e rafforzare i criteri di selezione di giudici e procuratori
Controlli alle frontiere efficaci e applicazione rigorosa della legge sull'asilo